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Becoming

Cristina Vatielli

Becoming

«Becoming» è una mostra fotografica di Cristina Vatielli, realizzata per NONSONOCOSA 2026, che racconta, attraverso una visione intima, il rapporto tra la donna, il corpo, madre terra e la società contemporanea. Esplorando il linguaggio dell'autoritratto, l'artista costruisce un viaggio visivo animato da personaggi, luoghi e atmosfere che rievocano la figura femminile nella storia, nel mito della creazione, nell'arte, ma anche negli amori, nelle sofferenze e nelle paure.

Il progetto Terra Mater racconta il legame profondo tra gli esseri umani e la Terra, fonte primaria di vita e nutrimento. Nel tempo, questo rapporto si è incrinato, portando l'uomo ad allontanarsi dalla natura e a sfruttarne le risorse. In questo lavoro, la natura torna a essere luogo di rigenerazione e conforto, una Madre a cui rivolgersi per ritrovare equilibrio. Attraverso una prospettiva a volo d'uccello, i paesaggi assumono un carattere sacro e simbolico, mentre la presenza umana appare fragile, quasi embrionale, immersa e in dialogo con l'ambiente, fino a diventarne parte. Le opere sono autoritratti realizzati con l'utilizzo del drone e mettono in luce la vulnerabilità dell'individuo in contrasto con la vastità del pianeta. Il progetto è condiviso con il regista e compagno di vita Ippolito Simion. La collaborazione nasce sia da un'esigenza tecnica sia da un'esperienza personale legata alla difficoltà di diventare genitori.

Il secondo progetto, Donne di Picasso, racconta la sofferenza e la complessità delle donne che hanno amato Pablo Picasso, restituendo un sentimento che diventa universale. Il lavoro si sviluppa come un racconto visivo e al tempo stesso una denuncia, indagando il confine sottile tra amore e annullamento, tra libertà e dipendenza. Dopo un'attenta ricerca biografica, l'artista interpreta queste figure attraverso una serie di autoritratti, dando loro corpo e voce. Donne sospese tra il ruolo di muse e la perdita della propria identità, legate a relazioni intense e spesso distruttive. Vittime o complici, ribelli o condiscendenti, emergono come figure potenti e fragili, accomunate dal bisogno di essere finalmente raccontate. In questo progetto, il supporto tecnico del regista Ippolito Simion è stato essenziale per la realizzazione delle immagini.

Le immagini costruiscono così un dialogo tra corpo e paesaggio, tra esperienza personale e dimensione universale, restituendo una riflessione sulla condizione umana e femminile.

Biografia

Cristina Vatielli è una fotografa italiana nata a Roma e riconosciuta per il suo lavoro che fonde approccio documentario, ritrattistico e narrazione visiva. Dopo essersi diplomata presso la Scuola Romana di Fotografia, ha iniziato la sua carriera come assistente e specialista in post-produzione collaborando con fotografi internazionali, tra cui Paolo Pellegrin.

Dalla metà degli anni 2000 ha sviluppato progetti personali di ricerca visiva che esplorano memoria storica, identità collettiva e rappresentazione scenica, come Le Donne di Picasso, una serie di ritratti reenacted sulle donne che hanno influenzato Pablo Picasso, e Exilio de dentro, un lavoro sulla memoria della Guerra Civile Spagnola. Il suo linguaggio unisce elementi documentari e staged photography, con un uso intenso del ritratto e della luce per restituire storie complesse.

Vatielli ha ricevuto riconoscimenti importanti, tra cui il Sony World Photography Award, il Julia Margaret Cameron Award, PX3 e IPA, e le sue opere sono rappresentate dalla Galleria del Cembalo a Roma e pubblicate su riviste internazionali. Il suo impegno creativo comprende anche mostre come Terra Mater, che affrontano tematiche contemporanee legate alla natura e all'esperienza umana.

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